Paterno 2009 – Trappolini


Venerdì sera, di ritorno da una trasferta di due giorni e con una di quattro davanti, è il momento del relax. E, quindi, il momento di aprire una bottiglia, non una qualsiasi. La scelta cade sul Paterno di Trappolini, un sangiovese in purezza del quale ho sentito e letto un gran bene.
Aspettavo l’occasione per aprirlo e l’occasione me la sono creata. Ci penso un secondo e subito il tappo vola via. Nel bicchiere si riversa un vino color rubino, non intensissimo, con spiccati riflessi granati. Profumi di frutti di bosco, vaniglia e punta finale amarognola, quasi tostata. Perfetta corrispondenza in bocca, dove si sente la barrique ma non tanto da nascondere tannini eleganti e morbidi. Ed anche qui, nota finale amara sul finale di mandorla o china. Moderata freschezza e persistenza, un vino elegante ma non austero, che è capace di concedersi. Va bene il corteggiamento, ma mai troppo.
Sarà che è un vino delle terre delle mie origini, ma è dai tempi del 5 autoctoni di Cantine Farnese che un vino non mi avvolgeva in questa maniera.

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